L’AVOCATO DE LE CAUSE PERSE

sabato 7 aprile (ore 21.00)
commedia dialettale

di Antonio Stefani per la regia di Alvin
tratto dall’omonimo in lingua di Mario Amendola e Bruno Corbucci
Compagnia ASTICHELLO (Cavazzale)

Spettacolo leggero, di taglio estremamente comico ma non per questo privo di contenuti e di simbolismi, che si evidenziano a partire dalla scenografia.
La vicenda si svolge, infatti, all’interno di uno studio notarile di antica tradizione ma di assai modesto presente, ubicato in un vecchio palazzo del centro di Vicenza: ma ecco che la città – entità onnipresente, osservata e a sua volta osservatrice – diviene un tutt’uno con lo studio, quasi filtrando attraverso le pietre dei muri e lasciando impressi riflessi di sé sulle pareti, che non si limitano quindi a fare da contenitore, ma si aprono a un ideale mondo cittadino i cui personaggi – entrando dal grande portale – animano il racconto in una fusione continua tra ieri e oggi.
Fulcro della commedia è un modesto avvocato di provincia, disordinato e arruffone ma con un cuore d’oro, che vive la sua esistenza da scapolo sul filo dell’indigenza, affiancato solo dalla fedele governante, da anni pazzamente innamorata di lui ma non corrisposta. Il tran-tran dello spiantato professionista viene però rivoluzionato dall’improvviso arrivo di una giovane, sua lontana parente, che con la propria esuberanza e intraprendenza riesce a portare a tutto l’ambiente una nuova vitalità, che cambierà la vita del protagonista.
Arricchito da numerosi personaggi comici, che con dialoghi incalzanti e serrati creano equivoci ed episodi di esilarante comicità, lo spettacolo fornisce un vivace spaccato di vita quotidiana… regalando anche l’ovvio, scontato, irrinunciabile lieto fine.

COPA LA VECIA

sabato 24 marzo (ore 21.00)
commedia dialettale

tratto da “La Zuppiera” di Robert Lamoureaux
regia e versione in dialetto veneto di Piergiorgio Piccoli
Compagnia CANTIERE NAUTILUS (Vicenza)

In una famiglia di origini contadine, la proprietà di campi e vigne è stata ereditata da Nena, una vecchia tirchia, irosa e alquanto sbadata. Il fratello Pippo, discendente di quel ramo della famiglia dedito all’industria, ultimo erede di capostipiti un po’ troppo spendaccioni, si trova in gravi difficoltà economiche causa una malandata fabbrica di rubinetti. Per salvarsi dalla bancarotta cerca di concludere una mediazione con lo scopo di vendere le proprietà terriere della sorella ad una grande fabbrica di automobili, ma la vecchia rifiuta, e qui iniziano davvero i guai. La furba e losca cameriera Viviana riesce ad instillare in Pippo e sua moglie l’idea che l’unico modo per venire fuori dal grandissimo guaio sia… far fuori la vecchia! Dopo alcuni maldestri tentativi andati a vuoto, i protagonisti decidono quindi di chiedere l’aiuto di un killer, ma la vicenda si complica ulteriormente causa la visita inaspettata di un misterioso gentiluomo napoletano che viene coinvolto nei piani criminali. Da qui una serie di equivoci e malintesi che coinvolgono un agente di polizia imbranato, una giovane in cerca di marito, un malvivente un po’ fobico ed altri assurdi personaggi catapultati in una serie di avvenimenti che mettono in ridicolo i “cattivi” nella loro aggressività, nella loro cupidigia e in tutti quegli istinti omicidi che, fatti i conti con il buon senso ed i freni inibitori, possono alla fine risultare patetici e goffi, impossibili da rendere reali rispetto alle divertentissime fantasticherie che li precedono. Per la prima volta il Nautilus affronta una commedia in dialetto veneto, con un esito straordinario per quanto riguarda la freschezza dell’inventiva, la vivacità degli interpreti e la comicità dell’intera vicenda.

EL SINDACO IN MUDANDE

sabato 10 marzo (ore 21.00)
commedia dialettale

da “Si salvi chi può” di Tonino Micheluzzi
traduzione in dialetto veneto, adattamento e regia di Davide Boato
Compagnia MONDÒNEGO (Torreglia)

Ambientata nei primi anni ‘70, racconta di Amedeo Pignatta sindaco di un paese della campagna veneta che parte alla volta del Sud America, invitato da un vecchio amico di gioventù, ora divenuto ricco produttore di marmellata. Ma, casua naufragio dell’imbarcazione, il sindaco non arriverà mai a destinazione. Tutti lo credono disperso, nella peggiore delle ipotesi addirittura morto, ma … un’inattesa e inarrestabile sequenza di colpi di scena architettata dai famigliari trasforma la tragedia in commedia, rendendola addirittura piacevole, sicuramente sorprendente e senz’altro assolutamente burlesca.

IL MATRIMONIO PERFETTO

sabato 24 febbraio (ore 21.00)
commedia brillante contemporanea

di Robin Hawdon – traduzione di Mariella Minozzi per la regia di Anna Zago
Compagnia LO SCRIGNO (Vicenza)

Amore a prima vista e adulterio, scambi di persona e nuovi incontri, crisi di nervi ed un finale a sorpresa, sono questi gli ingredienti per un matrimonio perfetto! Uno sposo con un bernoccolo in testa, una sposa isterica, una sconosciuta nel letto dello sposo la mattina delle nozze! Succede a Bill, che, ancora sbronzo dopo l’addio al celibato, scopre di aver passato la notte nella suite nuziale con una misteriosa ragazza. E la fidanzata Rachel sta per arrivare! Con la complicità di Tom, il suo migliore amico e testimone di nozze, Bill cerca di ricostruire gli avvenimenti della notte appena passata, e di nasconderli a Rachel e ai suoi familiari, in un guazzabuglio di vuoti di memoria e ricordi improvvisi, mezze verità e sfacciate bugie, scambi di persone e fraintendimenti. Ad ingarbugliare ancora di più la situazione, una cameriera impicciona e la scoperta che la “misteriosa sconosciuta” non è poi così sconosciuta per tutti… Sarà davvero un matrimonio perfetto!

IL CALABRONE

sabato 20 gennaio 2018 (ore 21.00 – in abbonamento)
+ repliche (fuori abbonamento) sabato 27 gennaio e 3 febbraio ore 21.00

commedia brillante contemporanea

di Franco Ferri – libero adattamento e regia di Franco Picheo
Compagnia ARCADIA (Torri di Quartesolo)

La commedia è occasione per riflettere (e ridere) sulle dinamiche che rendono ogni famiglia un imprevedibile circo quotidiano, una giostra dalle mille diverse emozioni. Per riscoprire che, in fin dei conti, l’amore vero è più forte di tutto e può accomodare anche le situazioni più complicate.
Certe “cose” bisogna saperle fare! Tutti conosciamo bene la metafora dell’apina che incontra il fiore, e dopo nove mesi porta alla nascita di un bel bambino… Ma Germano Anselmi, romagnolo sanguigno vecchio stampo, ha un modo tutto suo per raccontarla: a suo dire, infatti, il merito (o la colpa) di una gravidanza non deve essere attribuito ad una mite ape, ma piuttosto ad un calabrone imbizzarrito, che vola qua e là senza criterio e senza controllo. Quel controllo che lui, capofamiglia tutto d’un pezzo, vorrebbe poter ancora esercitare sui due figli, Stefano e Sara: quasi avvocato il primo, giovane studentessa la seconda, entrambi però ormai cresciuti e liberi di fare le proprie esperienze senza per forza rendere conto al genitore. Il povero Germano ha la sensazione di non contare più nulla, anche perché, oltre ai figli, non si sente tenuto abbastanza in considerazione nemmeno dalle molte donne che lo circondano: la moglie Filomena, che in casa comanda fingendo di essere sottomessa; la domestica Marisa, poco incline a rispondere alle sue richieste; la portinaia Berta, ficcanaso e pettegola, come tutte le portinaie! In famiglia, anche per non dargli troppe preoccupazioni, spesso Germano viene tenuto all’oscuro di importanti novità; eppure a volte la sua esperienza sarebbe ancora molto utile. Soprattutto quando, nei romantici boschi di San Lorenzo frequentati dalle giovani coppie, i calabroni s’inebriano e prendono il volo con esiti imprevisti.

CONCERTO DI CAPODANNO

lunedì 1 gennaio 2018 (ore 17.00)
concerto di Capodanno

fuori abbonamento – ingresso libero senza prenotazione
Anna
Maria Di Filippo (soprano) Michele Manfré (tenore) Pier Zordan (baritono), accompagnati dalla Filarmonica “ SYMPHONIAE ORCHESTRA” di Romano d’Ezzelino diretta dal M° MARCELLO GODI

In programma celebri brani del grande repertorio lirico e popolare

MOGLIE E BUOI

sabato 2 dicembre (ore 21.00)
commedia dialettale

scritto e diretto da Adriano Mazzucco
Compagnia MODUS VIVENDI (Verona)

La commedia ci presenta, in maniera divertente, una radicata ed insanabile rivalità tra due piccoli borghi, uno situato in collina e uno in riva al lago divisi da pochi chilometri di distanza. Ogni abitante di ciascuno dei due borghi è fieramente e campanilisticamente convinto della superiorità del proprio paese. Ma una ventata di freschezza e novità arriva a scalfire l’arrugginita ed ottusa contrapposizione: l’amore che sboccia tra un giovane di Montalto e una ragazza di Borgolino. “Moglie e buoi…”, ricca di personaggi caricaturali e sicuramente di divertimento per lo spettatore, è una commedia che strappa il sorriso, ma propone anche una riflessione sui pregiudizi e sulla possibilità di superarli. Garanzia di assoluto divertimento, lo spettacolo mette il dito nella piaga dei vizi della gente, trattando gli argomenti più delicati sdrammatizzandoli con argute battute, accentuate dal supporto del vernacolo.

MATRIMONIO IN CASA DI RIPOSO

sabato 25 novembre (ore 21.00)
commedia dialettale

liberamente tratto da “Ci sono cascato come un pollo” di Camillo Viticci per la regia di Luciano Sonda
Compagnia IL SIPARIETTO (Cassola)

Ispirata al motto “divertirsi per far divertire”, questa commedia dialettale va alla scoperta del modo in cui ricordano, comunicano e sognano le persone anziane, senza sottovalutare le loro fragilità ed eventuali raggiri a cui, talvolta inevitabilmente, sono esposte. Una deformazione comica della realtà oppure una triste realtà? Al pubblico la risposta, questo è il valore aggiunto del teatro.
La storia si svolge in una casa di riposo nella quale l’anziano Ferdinando, detto Nando, credendosi ancora un galletto appetibile nel pieno delle sue forze fisiche, viene convinto dall’infermiera che una giovane russa si sia innamorata di lui e che lo voglia sposare. Il matrimonio viene celebrato, ma con lui viene pure smascherato il disgustoso interesse economico…

IL CLAN DELLE VEDOVE

sabato 18 novembre (ore 21.00)
commedia brillante contemporanea (lingua)

di Ginette Beauvois Garcin e Marie Chevalier (traduzione di Luca Barcellona) per la regia e coreografie di Michela Cursi e AlionaChirita
Compagnia TARVISIUM TEATRO (Treviso)

Divertente commedia francese, pur se scritta vent’anni fa dalla famosa attrice e cantante Ginette Beauvais Garcin, risulta di una attualità sconcertante, tanto conserva ancor oggi la freschezza e il brio di allora. Lo spettacolo affronta con toni ironici e arguti il delicato tema della condizione vedovile, divisa fra rimpianti e disincanti, indugi della memoria e conquiste di autonomia.
Rosa Boscolo, donna fedele e dedita alle cure domestiche, entra a far parte del Clan delle Vedove a causa della morte, alquanto grottesca, del consorte. Le amiche le ripetono che è finito il tempo delle vedove inconsolabili, vestite perennemente a lutto e che è giunto il momento di vivere al meglio gli attimi fuggenti che la vita può ancora regalare. Nel momento in cui il ricordo del defunto Fosco viene idealizzato da Rosa, si presenta inaspettatamente la giovane e procace Sofia Bellon che, senza preamboli, dichiara di essere stata per anni l’amante del caro estinto e come se non bastasse, da quella relazione, sarebbero nate due gemelle. La scioccante rivelazione scatenerà tutta una sequenza di gustose e garbate gag sino al coup de théâtre finale, in cui le quattro amiche si renderanno conto che “la vita continua” per chi sa essere giovane dentro.