UNA SBERLA DELLA FORTUNA

Comunichiamo che, nostro malgrado, ci vediamo costretti alla
sospensione
degli spettacoli del 29 febbraio, 14, 21 e 28 marzo
per ordinanze di Regione/Comune/Curia, alle quali non si può transigere

Seguiranno nostri aggiornamenti sull’eventuale recupero e sul proseguo del calendario

sabato 28 marzo ore 21.00
commedia brillante in lingua

UNA SBERLA DELLA FORTUNA
di AA.VV.
Compagnia TUTTINSCENA (Camponogara)
regia Agostino Nolon

Cosa fareste se per caso vi capitasse di trovare una valigetta con dentro una valanga di banconote, ovvero ”Una sberla della fortuna”?
È il compleanno di Enrico Perini e, come tutti i giorni, sta tornando dal lavoro in treno. È felice e spensierato più del solito, scende e apre la borsa per prendere guanti, sciarpa e tramezzino, ma … ma qualcuno deve averla scambiata per errore. La borsa è uguale, ma non può essere la sua: al posto del prelibato tramezzino al formaggio ed insalata trova incredibilmente un mare di banconote da 50 euro! Immaginate lo sconvolgimento del povero Enrico che, per contarle, si rifugia nei bagni della stazione arrivando a totalizzare in maniera convulsa la sbalorditiva cifra di unmilionesettecentrotrentacinquemila euro!!!
Ma voi, cosa fareste al suo posto?
Rincasa agitato e trova la moglie indaffarata nei preparativi per una cena speciale, alla quale parteciperanno anche gli inseparabili amici Vittorio e Betty.
Noncurante di tutto, prende il telefono, prenota due posti per il primo volo aereo in decollo tra due ore e un taxi che li venga a prendere al più presto. Tuttavia la moglie non vuole sentire ragioni per partire così all’improvviso, per di più con tutto quel denaro, di assoluta sospetta provenienza! Che sia un gioco pericoloso della mafia?!!!
Suonano alla porta, Enrico si defila, l’ispettore della questura centrale lo sta cercando. Giovanna non sa che dire e men che meno cosa fare. Comincia a bere!
Poco più tardi fa il suo ingresso anche l’ispettrice Scalese e, allora, colpo di scena! La faccenda si complica, proprio come nel più classico dei noir francesi!

LA RIVINCITA DEI TRE MOSCHETTIERI

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Spettacolo fuori abbonamento
ingresso: interi euro 8, under 14 euro 4
prenotazioni: come modalità del cartellone

sabato 21 marzo ore 20.30
per famiglie

LA RIVINCITA DEI TRE MOSCHETTIERI
di David Conati
Compagnia IL COVOLO (Longare)
regia di Alberto Trevisan

D’Artagnàn è un giovane guascone con l’ambizione di diventare moschettiere. Per realizzare il suo sogno decide di recarsi a Parigi dove grazie ad una lettera di raccomandazione di suo padre intende presentarsi presso la scuola dei cadetti. Purtroppo poco prima di raggiungere la capitale francese viene derubato di tutti i suoi averi, si scontra con tre individui con il risultato di essere sfidato a duello in tre momenti diversi della giornata.
Essendo però i duelli vietati dal Cardinale perché la Francia è in guerra contro l’Inghilterra D’Artagnàn rischia di essere arrestato dalle guardie del Cardinale assieme ai suoi avversari che scoprirà essere tre moschettieri. Il Cardinale Richelieu trama ai danni della corona ma è ostacolato dalla presenza costante della regina. Per far scoppiare uno scandalo a corte e togliere di mezzo la regina decide quindi di far rubare un prezioso diadema di proprietà della stessa. Un suo messo fidato farà pervenire questo gioiello ad un lord inglese come pegno d’amore. Il suo progetto è che durante il viaggio verso Londra questo messo venga intercettato ed arrestato facendo così scoprire la tresca agli occhi di re Luigi. La regina smascherata verrebbe allontanata da corte lasciando finalmente spazio per i giochi di potere del Cardinale…

SCANDALO IN CANONICA

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sabato 14 marzo ore 21.00
commedia dialettale

SCANDALO IN CANONICA di Antonella Zucchini
traduzione in lingua veneta, adattamento e regia di Narciso Gusso
Compagnia GRUPPO TEATRALE CAORLOTTO (Caorle)

La quiete di una tranquilla canonica di campagna viene messa sottosopra dall’arrivo improvviso di Arnaldo, aitante giovane, nel quale lo zio prete ripone i più ambiziosi progetti ecclesiastici. Ma tra equivoci, fraintendimenti e colpi di scena, non tutto va esattamente come deve andare…

DIGHE DE YES

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sabato 29 febbraio ore 21.00
commedia dialettale

DIGHE DE YES di Loredana Cont, traduzione in lingua veneta di Rossella Marchi
Compagnia I SAMBEI (San Tomio di Malo)
regia di Edoardo Zocca

Arnaldo è un giovanotto orfano amorevolmente curato dalla governante Saveria, buono ma talmente taccagno da non volersi sposare per paura che un’eventuale consorte possa dilapidare il suo patrimonio. La tranquillità domestica è sconvolta dall’arrivo improvviso dello zio Giovanni dall’America, che vuole nominare Arnaldo suo erede a patto che però sia già sposato. La visita inaspettata dello zio, accompagnato dalla giovane ed eccentrica moglie, dà vita ad una serie di equivoci e di spassose circostanze. Saveria, aiutata da Giacomo – amico d’infanzia di Arnaldo – e dalla giovane nipote Rosetta, deve trovare alla svelta una moglie per il caro protetto e architettare una quotidianità familiare inesistente…

TRAMACI PAR L’EREDITÀ

sabato 15 febbraio ore 21.00
commedia dialettale

TRAMACI PAR L’EREDITÀ
tratto da “L’Erede universale” di François Regnard – traduzione in lingua veneta, adattamento e regia di Paolo Balzani.
Compagnia SCHIOTEATRO80

Era il 9 gennaio 1708 quando fu messo in scena per la prima volta il Légataire di quel Regnard che nella sua Francia otteneva un grandissimo successo, imitando il collega Molière e tentando di raggiungerne la immensa grandezza. Un cronista dell’epoca osservava sulla commedia: “Ne ho sentito un gran male, ma in compenso il teatro era sempre esaurito”. In effetti il successo fu tale che sbalordì la stessa critica, che guardava con superiorità questo Autore ancora troppo legato ai canoni della vecchia Commedia dell’Arte. Certo che a 35 anni dalla morte di Molière, nessuno avrebbe pensato che uno spettacolo potesse essere replicato ventitre volte in soli quaranta giorni ottenendo sempre il tutto esaurito. La critica che prima lo ignorava, gli contestava di avere imitato L’avare e forse anche quel suo essere poco elegante e troppo popolare.
Questa idea di commedia del popolo e il legame con la tradizione italiana della Commedia dell’Arte, hanno spinto Paolo Balzani a elaborare una traduzione di quella commedia che in italiano suona “L’erede universale”, mentre in lingua veneta diventa “Tramaci par l’eredità”. Si tratta di progetto culturale per dare da un lato quella maggiore freschezza e immediatezza che il vernacolo possiede, e dall’altro per attuare una sorta di legame storico tra la tradizione teatrale francese e la nostra, indiscutibilmente quella di Carlo Goldoni.
Oltretutto, l’elaborazione ha dato spunto per creare un ritmo moderno nell’impianto dell’opera classica, sottolineando la potenza espressiva del protagonista: Geronte, il vecchio avaro, genialmente esilarante nella sua ruvidità, ma altrettanto drammatico nella sua riflessione di una vita che inesorabilmente sfugge.

I FIGLI? … UN ACCIDENTE!

sabato 25 gennaio ore 21.00
commedia brillante in lingua

replica fuori abbonamento sabato 1 febbraio ore 21.00

I FIGLI? … UN ACCIDENTE!
di Franco Ferri, libero adattamento e regia di Franco Picheo
Compagnia ARCADIA (Torri di Quartesolo)

Raccomanda un vecchio proverbio popolare: “Chi ha figli grandi, fuor li mandi…”. Già. Peccato che ci sia poi l’altro proverbio, quello che ricorda: “Tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare”. E così i simpatici Leandro e Iride, coppia romagnola ormai matura con prole maggiorenne da un bel pezzo, si ritrovano ancora a doversi preoccupare per i propri figli come se fossero sempre dei ragazzini adolescenti, in balìa di un mondo troppo grande per loro. E dire che le due femmine, Rita e Paola, sarebbero pure già sposate. Solo che l’una è alle prese con le angosce e i sospetti di tradimento da parte del marito Sergio (e i genitori, invece di buttare acqua, gettano benzina sul fuoco…), mentre l’altra è ancora incapace di provvedere a se stessa,tanto da ricorrere sempre all’aiuto di mamma e papà, con telefonate assillanti e continue richieste d’intervento.
Del resto come si può pretendere che Paola diventi davvero indipendente, se la madre la giustifica sempre e la chiama “Cocca” o “Paolina”? Con l’esempio di due sorelle maggiori così, non stupisce che il terzo figlio, Giampiero, sia cresciuto come il “principino” di casa a cui tutto è permesso e perdonato, e ora sia il classico bamboccione un po’ scapestrato che si diverte a farfallare un po’ da una ragazza all’altra, ovviamente senza mai assumersi un briciolo di responsabilità.Le peripezie dei tre figli costringono Leandro e Iride a tentare di mettere pezze di qua e di là, per sistemare i continui guai in cui si cacciano. Il risultato non può che essere un andirivieni senza pace e con mille imprevisti nella casa dei due genitori, per il divertimento del pubblico che può identificarsi nei momenti di ansia e di stanchezza, ma anche di allegria, di affetto e di complicità che caratterizzano questa italianissima famiglia sgangherata, ideata da Franco Ferri e adattata per la scena dal regista Francesco Picheo. Due atti brillanti che porteranno ogni genitore a pensare, proprio come l’esausto Leandro, che “i fioi” (i figli) sono davvero “un accident”. Ma senza quest’accidente, in fondo, che sapore avrebbe la vita?

IL LIBERTINO

sabato 7 dicembre ore 21.00
commedia brillante in lingua

IL LIBERTINO di Aldo De Benedetti
Compagnia NAUTILUS CANTIERE TEATRALE (Vicenza)
regia Piergiorgio Piccoli e Daniele Berardi

L’impiegato Arduino Rossi è un uomo senza carattere e succube degli altri, che conduce una vita monotona e ripetitiva tra il lavoro al ministero delle finanze e la casa, dove vive con una moglie indolente, ipocondriaca e dedita ai medicinali, una suocera arcigna e autoritaria e un suocero, giocosamente alienato. Al lavoro non va meglio: le giornate in ufficio sono interminabili, alle prese con un direttore sospettoso e impiccione e un collega vanesio, presuntuoso e nullafacente. Da un incontro fortuito, una domenica pomeriggio, con un’affascinante ragazza (in realtà una bella entraîneuse) nasce l’occasione per un appuntamento nell’appartamento della donna. L’incontro avrà risvolti ben diversi da quelli previsti dallo sprovveduto aspirante dongiovanni, e finirà in modo inaspettato, tanto da portare Arduino a “sognare” un seguito della vicenda in modo alquanto tragico. Al risveglio il «libertino» si renderà conto che la realtà è ben diversa, ma ugualmente intricata.
Il testo assume i caratteri del giallo-comico dove Arduino, un “Ugo Fantozzi” ante litteram, si troverà vittima di inganni, persecuzioni, e dell’invadenza di un cognato impiccione. Il protagonista seguirà quella misteriosa deriva che può assumere la nostra vita quando siamo di fronte a una tentazione e scegliamo di seguire l’ impulso, in uno sviluppo dell’intreccio che ricorda Carlo Goldoni per la capacità di trattare questioni complesse nella forma di un’ irresistibile leggerezza, giocata sul conflitto tra equilibrio classico e inquietudini contemporanee. La commedia, con il suo fitto reticolo di simpatici personaggi, avrà un epilogo inaspettato e, ovviamente, divertente e consolatorio per il pubblico.

EL MOROSO DELA NONA

sabato 23 novembre ore 21.00
commedia dialettale

EL MOROSO DELA NONA di Giacinto Gallina
Compagnia TREVISO TEATRO (Preganziol)
regia di Vaina Cervi Molin, deus ex machina Marina Biolo

Venezia, fine ’800, mentre sullo sfondo va in scena la famosa regata che si svolge sul Canal Grande, la commedia pone in rilievo le vicissitudini di una povera famiglia di barcaroli alle prese con una serie di avvenimenti imprevisti, in bilico fra disfatta e riscatto economico, grandi sogni e incombenze quotidiane, amori impossibili e convenienze sociali. A sorpresa nonna Rosa, vera anima e riferimento della famiglia, reincontra il suo primo, contrastato e mai dimenticato moroso. E così, in un crescendo di emozioni, l’onestà e l’impegno vinceranno sulla sfortuna, il cuore vincerà sulla ragione, a dispetto di un destino che sembrava già scritto, per un lieto fine garantito.

L’ULTIMA PROVA

sabato 9 novembre ore 21.00
giallo-noir

L’ULTIMA PROVA
adattamento teatrale e regia di Melissa Franchi
Compagnia TEATRO DI SABBIA (Vicenza)

Durante una prova a teatro Luca e Laura uccidono al culmine di una lite Andrea, attore ed amico dei due. Dopo un primo concitato momento decidono di nascondere il corpo e di proseguire la serata di prova, come se nulla fosse successo. Marco, scrittore e regista, sta infatti selezionando il cast per una nuova produzione. Quella sera sono infatti attesi Sara e Fabio che, insieme a Laura e Andrea dovrebbero essere gli attori della nuova pièce di Marco. Alla serata partecipano però anche Barbara, sorella di Andrea e Luca, vecchio compagno di studi di Marco e Laura. La prova si svolgerà all’insegna dell’attesa di Andrea che mai arriverà, in un’atmosfera di grande suspense, creata dalla musica magistralmente composta per questa storia noir, dal finale inaspettato.
Con L’Ultima Prova, Teatro di Sabbia ha voluto sperimentare un genere non comune in Italia, il giallo. Questo spettacolo nasce infatti come omaggio ai grandi film noir americani prodotti tra la fine degli anni ‘40 e la prima metà degli anni ’60 del ‘900. Il testo originale è liberamente ispirato alle grandi scene e alle inimitabili atmosfere di film come Psyco di Hitchcock e Piano, Piano Dolce Carlotta di Aldrich. La nostra è però una storia trasportata in un ambiente senza tempo, in uno spazio teatrale di prova.
Come segno che ormai contraddistingue le produzioni in prosa di Teatro di Sabbia, la scena e i costumi sono essenziali: cubi bianchi e relle cariche di abiti ed elementi teatrali a creare un luogo che può essere ovunque, in un teatro qualsiasi. I costumi rigorosamente bicromatici: il nero che contrasta con il rosso, colore della passione e del delitto.
L’Ultima Prova è come una giostra di suspense, caratterizzata da personaggi particolari, a volte scomodi, ma sempre affascinanti. Un giallo in cui il pubblico – come gli assassini- ha partecipato al delitto, ha assistito e che ora non può fare altro che seguire il tessersi di una ragnatela di inganni.
La musica è l’elemento infine che sottolinea in modo perfetto le atmosfere vorticose di questo noir, creando un immaginario melodico, ma distorto, a tratti pauroso, che dà vita a particolari atmosfere sottolineate da una luce a contrasto, fatta di tagli che creano zone d’ombra e di luce, così simili all’animo umano.

LA SBÉTEGA SORÀDA

sabato 26 ottobre ore 21.00
commedia dialettale dal Teatro d’Autore

LA SBÉTEGA SORÀDA
Adattamento in lingua veneta di David Conati da “La Bisbetica domata” di W.Shakespeare
Compagnia TEATROPROVA (San Bonifacio)
regia di Antonella Diamante

“Prendi una donna e trattala male”. Versione in dialetto veneto de “La bisbetica domata” … con finale a sorpresa! La commedia trae ispirazione da “La bisbetica domata” di W. Shakespeare ma David Conati ne ha fatto una versione più “casalinga”, ambientando l’azione nel 1700, tra Verona e Cologna Veneta, sfruttando l’impatto comico del dialetto veronese con influenze vicentine e semplificando la trama pur mantenendo sostanzialmente fedeli i personaggi principali di Caterina e Petruccio che nella nuova versione diventano Caterina e Pier Pearin. Il testo è agile e divertente, le figure maschili e femminili sono ben delineate e nell’allestirlo abbiamo deciso di rendere bisbetiche, ciascuna a suo modo, anche le altre figure femminili tranne Trania, la serva di Pier Pearin, che potrebbe, a buon diritto, essere l’unica reale bisbetica e che noi per contrapposizione abbiamo reso una popolana disincantata dotata di una fastidiosa ma simpatica franchezza e di improbabili conoscenze letterarie. Il finale riserverà delle sorprese rispetto al testo originale, d’altronde, cari spettatori, nel conflitto tra il mondo maschile e quello femminile chi potrà mai avere la meglio?
Pier Pearin da Cologna Veneta alla morte del padre, per poter entrare in possesso di tutte le sue terre deve
contrarre matrimonio con una donna nobile (o quasi), altrimenti per espressa volontà del genitore, tutti gli
averi del padre andranno alla Chiesa. Così in cerca di una donna da marito che risponda a questi requisiti Pier Pearin parte per Verona accompagnato da Trania, fedele serva, già a servizio dal padre, sagace e pungente e molto più furba di lui. A Verona incontra casualmente il vecchio amico Ortensio che spasima per poter sposare la figlia più giovane di Battista Minola, Bianca. Battista però non la vuole dare in sposa a nessuno a patto che prima si sposi Caterina, la figlia più vecchia nota a tutti per il suo carattere per nulla accomodante. In cambio di una grossa somma di denaro Pier Pearin accetta di sposare Caterina scatenando quindi la competizione tra i corteggiatori di Bianca che fanno a gara per accaparrarsela in quanto bella, brava, buona e mai lodata abbastanza… alla fine l’amore trionferà, ma…

ALLA FINE ARRIVA SEMPRE L’ESTATE

sabato 12 ottobre ore 21.00
teatro d’autore

ALLA FINE ARRIVA SEMPRE L’ESTATE
di Arianna Franzan e Angelo Sicilia
Ass. Culturale Teatrale LA GIOSTRA (Arcugnano)
regia di Luisa Vigolo

Libero è un avvocato di grido, che sta attraversando un periodo di crisi, e si presenta quindi da uno psichiatra altrettanto famoso con l’apparente intento di farsi prescrivere dei semplici calmanti. Senza rendersene conto Libero si ritrova ricoverato in mezzo ai pazzi, in un manicomio vero e proprio, dove incontra Marco, un altro paziente, che sembra sapere molte cose. E dai discorsi tra i due si capisce che anche Libero non è lì per una semplice cura. C’è un motivo più profondo della sua permanenza in quel posto. La vita nell’istituto si svolge normalmente, tra pazienti depressi, schizofrenici o maniaci, tra un ex ballerina perennemente in preparazione per una prima che non ci sarà mai, e due catatoniche che parlano tra loro solo in sogno. E tra i vari episodi di vita di manicomio assistiamo a dei flashback in cui vediamo Libero affrontare i colloqui con il Dottore, Stefano. Ben presto si capisce che tra i due c’è stato qualcosa. E questo qualcosa, si intuisce, c’è stato anche con Marco. Marco che ora, combattuto tra il voler avvertire Libero del pericolo imminente, e la sua gelosia per Stefano, confonde ancora di più le idee di Libero, che pian piano sprofonda in un qualcosa che assomiglia sempre di più alla pazzia. Respinto definitivamente da Stefano, Libero si lascia andare definitivamente a questa follia, assieme a tutti gli altri pazienti, consapevole che ormai non c’è più via d’uscita, che resterà lì per sempre, scaricato per sempre da Stefano, ma nello stesso tempo suo prigioniero. Scaricato anche da una moglie che telefona per dire che non andrà a prenderlo per le vacanze…ormai è troppo tardi…

PAGAMENTO ALLA CONSEGNA

sabato 13 aprile ore 21.00
commedia brillante contemporanea

PAGAMENTO ALLA CONSEGNA di Michael Cooney
Compagnia AMICI DEL TEATRO DI PIANIGA – regia di Gianni Rossi

Frenetica commedia gremita di personaggi umoristici, goffi e stereotipati, cimentati in una farsa indecifrabile che ironizza in maniera cristallina sul sistema sanitario e di previdenza sociale. La spassosa vicenda ruota attorno ad una truffa ai danni dell’INPS: ma per il truffatore non sarà così facile pentirsi delle sue malefatte, complici una serie di divertenti personaggi che non faranno altro che aggrovigliare ulteriormente la già intricata faccenda portando la commedia ad un finale decisamente inaspettato!

EL GAROFOLO ROSSO

sabato 30 marzo ore 21.00
commedia dialettale d’Autore

EL GAROFOLO ROSSO di Antonio Fogazzaro
Compagnia LA TRAPPOLA (Vicenza) – regia di Alberto Bozzo

Atto unico in un colorito dialetto veneto ambientato ai primi del ‘900 dentro l’Ospizio dei nobili decaduti… le baruffe tra l’anziana contessa Marieta, astiosa vegliarda cieca, e l’ex marito che si ostina a cercare la sua compagnia per interesse. Causa di tanta acredine un garofolo rosso e la “so spussa”… Ormai prossima alla conclusione dei suoi giorni, assistita dalla fedele fantesca Tonina, la Contessa Marieta trova ancora la forza per mostrare il suo forte carattere, temprato dalle amare vicissitudini che la vita le ha riservato.

BOEING BOEING

sabato 16 marzo ore 21.00
commedia sexy contemporanea

IMPERDIBILE! La commedia più rappresentata al mondo con 18 mila repliche!
Record di incassi a Londra con 2035 repliche consecutive!

di Marc Camoletti – traduzione di Luigi Tani
Compagnia TRENTAMICIDELLARTE (Villatora PD) – regia Gianni Rossi

In assoluto una delle commedie più divertenti e rappresentate al mondo, narra le smargiassate amorose di un uomo d’affari di successo, riuscendo a destreggiarsi felicemente fra tre “fidanzate” straniere, tutte e tre hostess di tre compagnie aeree diverse e ognuna delle quali è convinta di esserne l’unica! Per un po’ tutto fila liscio ma, a volte, non tutte le ciambelle riescono col buco; la repentina riorganizzazione delle Compagnie aeree stravolge i turni di Gloria, Gabriella e Greta, provocando ritardi, complicazioni al calendario e conseguenze esilaranti in un’esplosione crescente di comicità. La situazione si complica ulteriormente con l’arrivo inatteso di Robert, un vecchio amico venuto dalla provincia che, suo malgrado, viene coinvolto grottescamente nelle peripezie che scaturiranno da una serie di imprevisti, fino all’inaspettato finale!.

PUCCINI e la fine del Melodramma

sabato 2 marzo ore 21.00
lirica
(fuori abbonamento)

da MANON, BOHÈME, TOSCA e BUTTERFLY fino al geniale capolavoro comico dello SCHICCHI
Allestimento scenico di Pier Zordan e un prestigioso cast di tredici affermati cantanti concertati al pianoforte dal M° Stefano Bettineschi

Lo spettacolo pone in rilievo la grande produzione Pucciniana a tutto tondo, dalle intense vicende drammatiche delle più famose eroine (Manon, Mimì, Tosca e Butterfly) al capolavoro comico dello Schicchi.

Racchiusi in un fantastico decennio, i primi quattro capolavori pongono in assoluto rilievo la protagonista, prepotentemente scolpita dalla morbida e suadente vena melodica del compositore toscano. E lo fa sfacciatamente, evidenziando la solitudine della donna attraverso la svirilizzazione del maschio (De Grieux e Rodolfo assistono arrendevoli e inerti alla morte dell’amata, l’uno che pende dalle labbra di Manon come un uomo-oggetto e l’altro che si piange addosso sul letto di Mimì), oppure per l’effettiva eliminazione fisica dalla scena (nel 2°atto Pinkerton sparisce completamente e Cavaradossi si limita ad un paio di fugaci entrate e alla voce “fuori campo”); in altre parole, alla simbolica uccisione del maschio, Puccini contrappone quella effettiva della donna, che si immola per l’uomo amato.

Con Gianni Schicchi, invece, il compositore si avventura felicemente nell’opera comica firmando una delle partiture più smaglianti del melodramma italiano. Fin dal debutto Newyorkese del 1918 acquisì una straordinaria popolarità grazie alle novità che emanava: in quest’unico atto non c’è divisione tra personaggi e ambiente ma proprio l’ambiente è il vero protagonista (assieme a Buoso Donati, già morto prima di iniziare l’opera) mentre Schicchi, l’apparente dominatore della scena, è completamente assorbito dal disincantato e velenoso humor di casa Donati, con i numerosi parenti del defunto ricco mercante totalmente immersi in una situazione quasi surreale e talora imbarazzante. E Schicchi, grande burlone e beffeggiatore, ideando la grande furbata testamentaria a ribaltare le volontà del defunto, riuscì entrare nella storia guadagnando un posto di rilievo nel XXX canto dell’Inferno dantesco tra i falsari, con questi versi del sommo poeta: “per guadagnar la donna della torma falsifica in sé Buoso Donati, testando e dando al testamento norma”.

LA PRESIDENTESSA

sabato 16 febbraio ore 21.00
commedia brillante contemporanea

di Maurice Hennequin e Pierre Veber
Compagnia CANTIERE NAUTILUS (VI) – regia di Daniele Berardi, consulenza artistica di P.G.Piccoli

L’esilarante piéce si rifà allo spirito del vaudeville, dove i personaggi e le situazioni si susseguono vorticosamente, con il contorno di musiche della belle époque, all’insegna del puro divertimento. Nel borgo provinciale di Gray la vita scorre tranquilla e a tratti monotona, con scarse soddisfazioni professionali e familiari per i compassati paesani. Ma se in casa del Presidente del Tribunale quasi contemporaneamente piombano un’avvenente attricetta di varietà e l’apparentemente irreprensibile Ministro della Giustizia, ecco che le vicende si complicano, i ruoli si confondono e gli equivoci si amplificano, trascinando i protagonisti fin negli austeri palazzi governativi di Parigi, in una girandola di scoppiettante comicità che trascinerà tutti verso il lieto fine.

SORELLE ZITELLE

sabato 26 gennaio ore 21.00 in abbonamento
commedia brillante contemporanea
REPLICA fuori abbonamento sabato 2 febbraio ore 21.00

di Massimo Abati, libero adattamento e regia di Franco Picheo
Compagnia ARCADIA (Torri di Quartesolo)

La Madama Dorè di una vecchia filastrocca aveva tante belle figlie e le voleva maritare solo con un buon partito: almeno con il re di Spagna! In questa vicenda, la “Madama Dorè” che dà lo spunto è  Adele la quale, dopo la morte prematura della figlia, ha cresciuto le sue tre nipoti con lo stesso sogno: vederle sposate con un ottimo partito. Il sogno tuttavia è rimasto irrealizzato alla morte di nonna Adele. A Vicenza, le tre nipoti Ester, Mariella e Graziella, infatti, sono tuttora conosciute come le sorelle zitelle, che condividono lo stesso appartamento e lavorano come parrucchiere nel salone dell’amica Fiorina. Tuttavia, le clausole del testamento della nonna  prevedono che per incassare l’eredità almeno una di loro si debba sposare…

BASTAVA ‘NA BOTA

sabato 1 dicembre ore 21.00
commedia dialettale

di Loredana Cont – adattamento scenico e regia di Davide Boato
Compagnia del MONDONEGO (Torreglia)

Una  brillante commedia  all’italiana  recitata in dialetto veneto.   Dopo anni di matrimonio Ivana e Fabio vivono un periodo di profonda crisi e di insoddisfazione che li porta alla decisione di dividersi senza un motivo particolare. La vicinanza e i consigli delle sorelle, della figlia e dello zio Cardinale non sortiscono l’effetto sperato. Ma quando la separazione sembra ormai inevitabile un imprevisto scombina le carte in tavola, a questo colpo di scena ne segue un altro. Arriveranno a separarsi ? O sono già separati ma non lo sanno ? O non vogliono più separarsi ?

TI AMO DA MORIRE

sabato 24 novembre (ore 21.00)
commedia brillante mix lingua e dialetto

di Nicola Pegoraro, ispirato al libro di Sabine Deitmer “Addio Maschio”
Compagnia IL COVOLO (Longare)regia di Nicola Pegoraro

La scena si presenta minimalista, ma per questo assolutamente non priva di impatto. ”Ti amo da morire”, frase ambigua e di sospette interpretazioni, si ispira al libro di Sabine Deitmer “Addio Maschio”, che il settimanale tedesco Der Spiegel ha definito come “una salutare ricetta per tutte le donne che hanno deciso di smettere con il vizio di amare troppo”. Lo spettacolo non intende suggerire ricette e soluzioni per i dilemmi eterni tra innamorati e, ancor più, le soluzioni proposte in questa pièce non sono da applicare nella vita reale. Le donne in scena sviluppano i loro intrecci con l’altra metà del cielo risolvendo i contrasti a loro modo, sbrigativamente e senza scrupoli. Per contro, i maschi tengono a chiarire che questi metodi sono surreali e che quanto accade sul palcoscenico è finzione … don’t try at home!, non fatelo a casa!