PERFETTI IMPERFETTI

sabato 13 marzo (21.00)
commedia brillante misto dialetto-italiano

parodia comica dal film “Perfetti sconosciuti”
Compagnia I BOTTEGAI (Cadoneghe) – Autore e regia Cataldo Todaro

Durante la serata del 10 agosto alcuni amici si ritrovano su un terrazzino a guardare le stelle cadenti. Tutto scorre liscio fino a che non decidono di fare il famoso gioco dei telefoni come nel famoso film. Alcuni segreti cominciano a venire a galla e l’arrivo di una vicina logorroica contribuirà ad aumentare la tensione. Finché Lorenzo deciderà di sistemare tutto con uno stratagemma.

LA BISBETICA È DOMATA?

sabato 27 febbraio (21.00)
rivisitazione teatro d’autore, commedia misto dialetto-italiano

Liberamente tratto dal capolavoro di William Shakespeare
Compagnia Proposta Teatro Collettivo (Arquà Polesine) – Adattamento e regia Giorgia Brandolese

Teatro nel teatro, commedia nella commedia: la magia della scrittura di Shakespeare rivive nella comicità di una compagnia di scapestrati che, davanti al vecchio Sly, ubriacone pazzo fatto credere un gran re, mettono in scena la storia di due sorelle, Bianca e Caterina, l’una buona e umilmente servizievole nei confronti del padre Battista, moderno Pantalone, l’altra “bisbetica” e difficile. Un

uomo, Petruccio, accompagnato dal suo fido e folle servitore Grumio, cercherà di domarla e, al contempo, tante figure d’uomini sulla scena si intervalleranno tra giochi di furbizia e travestimenti per conquistare, per imporsi. Ed ecco giungere Lucenzio con il suo servo Tranio, pronti al cambio di ruoli per conquistare Bianca, ma anche Gremio e Ortensio, il gatto e la volpe della storia. Ma quel che davvero accade è lo svelamento finale del ruolo della donna e dell’uomo nella collettività grazie al comparire di una saggia vedova… O due? La bisbetica sarà domata?

LYSISTRATA, LO SCIOPERO DEL SESSO

sabato 13 febbraio (21.00)
commedia in lingua italiana

di Aristofane
Compagnia IL COVOLO (Longare) – regia Fabio M. Fusaro

La nostra eroina, per far cessare le continue guerre convoca segretamente tutte le donne delle Grecia e propone uno sciopero del sesso. Dovranno farsi belle per rendere più vivo il desiderio dei mariti e poi rifiutarsi di giacere con loro. Le donne più anziane per indebolire ulteriormente i guerrieri dovranno sequestrare il tesoro custodito nell’Acropoli. Punti sul vivo, disperati per la pressione e l’astinenza, gli uomini negoziano la pace, grazie alla mediazione di Lysìstrata. Esaurite le tensioni, si celebra finalmente la fine del duplice conflitto con danze e banchetti: regna finalmente sovrana la pace, sia politica che domestica.

SE DEVI DIRE UNA BUGIA, DILLA GROSSA!

sabato 30 gennaio (21.00)
commedia in lingua italiana

di Ray Cooney – traduz. Maria Teresa Petruzzi
Compagnia TEATRORONCADE (Roncade TV) – regia Alberto Moscatelli

Metti insieme Riccardo De Mitri, irreprensibile sottosegretario del partito di maggioranza; Natalia, sua moglie, alla ricerca di attenzioni sensuali e desideri sopiti; Susanna, amante lussuriosa e appariscente; con l’aggiunta di Teodoro, suo marito e attore spiantato; un pizzico di Liliana, avversaria politica tenace e combattiva. Fai shakerare con forza a Mario Girini, imbranato e maldestro portaborse. Servi il tutto nella splendida cornice del Palace Hotel guarnita del suo integerrimo direttore e di due camerieri alquanto pittoreschi e ficcanaso. Otterrai un cocktail esplosivo che per essere digerito ha bisogno di qualche bugia. Ma ricorda: se devi dire una bugia… dilla grossa! E il risultato sarà una commedia ricca di divertimento dove situazioni paradossali, colpi di scena, gag, equivoci, battibecchi, imprevisti, s’incastrano alla perfezione in un ritmo incalzante tra porte che si aprono e chiudono freneticamente…

SFIGATTI

sabato 16 gennaio (21.00)
commedia misto dialetto-italiano

da “La fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo!” di Mimmo Titubante
Compagnia OFFICINA TEATRALE (Vicenza) – regia Fabio M. Fusaro

Leo Bartolo e sua moglie Monique, appassionata di telenovele, vivono in un condominio nella zona più ricca della città. Giulia, figlia della coppia, si è trasferita a Parigi per motivi di studio lasciando a casa dei suoi Lillo, il fidanzato, prossimo alla laurea in filosofia. Nell’appartamento presta la sua attività lavorativa la colf Ottavia che lava, stira, spazza e pulisce tutto il giorno. Nel medesimo condominio risiedono anche Camilla, amica di Monique, molto interessata alla vita privata dei residenti, e un… nuovo vicino di casa che “cambierà prospettiva al mondo”, sconvolgendone le abitudini, in una carambola di situazioni comiche che coinvolgono anche un commissario di polizia.

ROMEO E GIULIETTA: UNA STORIA DI BANDITI

sabato 5 dicembre (21.00)
rivisitazione teatro d’Autore, commedia in lingua italiana

di Giovanni Florio da W.Shakespeare
Compagnia L’ARCHIBUGIO (Lonigo) – regia L’Archibugio

Nella bella Verona due famiglie di pari nobiltà prorompono in nuova lite. E il sangue dei cittadini imbratta le mani dei cittadini. Ci voleva la penna di William Shakespeare per raccontare il Veneto violento di fine ‘500. Ci voleva L’Archibugio per raccontare “Romeo e Giulietta” come… una storia di banditi! La tormentata vicenda dei giovani amanti diviene così il pretesto per raccontare antiche storie di crimine e giustizia, riemerse dagli archivi della Serenissima.

MAGNOLIE D’ACCIAIO

sabato 7 novembre (21.00)
commedia

Liberamente tratto da “Fori d’acciaio” di Robert Harling, tradotto da Stefano Bortolussi e Alberto Ferrari, con adattamento copione di Lara Rachele Stellin
Compagnia DAPHNE (Vicenza) – regia di Adriano Marcolini

Nell’immaginaria cittadina di Chinquapin in Louisiana, tra pettegolezzi con alti e bassi della vita, nel salone di bellezza di Truvy Jones ci sono la sua giovane ed ingenua aiutante Annelle Dupuy, le due amiche di una vita Clairee Belcher e Louisa (Ouiser) Boudreaux e, infine, Mary Lynn (M’Lynn) Eatenton con la giovane figlia Shelby. Quest’ultima è affetta da una grave forma di diabete e dopo il suo matrimonio, decide comunque di avere un figlio nonostante il parere contrario dei medici.  Ad un anno e mezzo dalla nascita del bambino, Shelby peggiora e, nonostante la dialisi e il dono di un rene da parte della madre, rimane vittima di un’ischemia che le sarà fatale. Le amiche si stringono alla mamma tra lacrime e risate, consolidando la loro unione al femminile come delle magnolie d’acciaio che non si spezzano di fronte alle dure avversità della vita.

BACIAMI ALFREDO

sabato 24 ottobre (21.00)
commedia

di Carlo Terron
regia di Riccardo Perraro
Compagnia LA RINGHIERA (Vicenza)

Alfredo, stanco della vita dissoluta di Parigi, del suo amico di bagordi Lamantille e della sua passionale amante Flò Flò, decide di sposarsi con Lucille, rubandola di fatto al morigerato e cupo cugino Camaret. Si lascia poi coinvolgere dall’esperta Clotilde, sua futura suocera, in una festa di matrimonio che riserverà a tutti molte sorprese… La vicenda si complica nel terzo atto, per arrivare ad un finale a sorpresa. Quest’originale Vaudeville (letteralmente “voci della città”) è un’intelligente analisi della frivola società borghese parigina dei primi Novecento, durante la “Belle Epoque”, in un’atmosfera gaudente e annoiata in un intrecciarsi di intrighi paradossali, grovigli inaspettati e situazioni grottesche…

FIORI D’ACCIAIO

sabato 14 febbraio (21.00)
commedia in lingua

di Robert Harling
Compagnia DAPHNE (Vicenza) – regia di Adriano Marcolini

Sei donne straordinarie affrontano le avversità tra lacrime e risate stabilendo una fortissima unione al femminile, come fiori d’acciaio che non si spezzano davanti alle dure prove della vita.

NOME IN CODICE AFRODITE

sabato 9 novembre (21.00)
commedia brillante in lingua

di Valerio Di Piramo
Compagnia IL COVOLO (Longare)
regia di Martina Angela Quaranta e Fabio M. Fusaro

Jacopo Cirulli è un informatico che lavora in Smart working per una grande multinazionale ed è agevolato, nella gestione della casa e nelle relazioni con famigliari e amici, da un aiutante molto particolare: Alexa, un A.I. (intelligenza artificiale) dalle sembianze umane. Il moderno Frankenstein ha una fidanzata “sui generis” a cui non piacciono le “macchine”. A movimentare la sua vita ci sono anche: la dirimpettaia (musicista in una grande orchestra, negata per la cucina), uno zio (ex militare con alcuni barlumi di lucidità), la badante argentina, una zia con la cugina invitate a pranzo senza che Jacopo ne sappia nulla. Jacopo verrà coinvolto, suo malgrado, in un caso internazionale di spionaggio: la CIA, l’INTERPOL invieranno a casa di Jacopo due agenti un po’ particolari per scoprire la verità. Ma la verità non è sempre quella che appare.

UNA SBERLA DELLA FORTUNA

sabato 9 aprile ore 21.00
commedia brillante contemporanea in lingua

di AA.VV
Compagnia TUTTINSCENA di Camponogara VE
regia Agostino Nalon

Cosa fareste se per caso vi capitasse di trovare una valigetta con dentro una valanga di banconote, ovvero ”Una sberla della fortuna”? È il compleanno di Enrico Perini e, come tutti i giorni, sta tornando dal lavoro in treno. È felice e spensierato più del solito, scende e apre la borsa per prendere guanti, sciarpa e tramezzino, ma … ma qualcuno deve averla scambiata per errore. La borsa è uguale, ma al posto del prelibato tramezzino trova incredibilmente un mare di banconote da 50 euro! Immaginate lo sconvolgimento del povero Enrico che, per contarle, si rifugia nei bagni della stazione arrivando a totalizzare in maniera convulsa la sbalorditiva cifra di 1.735.000 euro!!!
Rincasa agitato e trova la moglie affaccendata nei preparativi per una cena speciale, alla quale parteciperanno gli inseparabili amici Vittorio e Betty. Noncurante di tutto prenota due posti per il primo volo aereo in decollo e un taxi che li venga a prendere al più presto. Tuttavia la moglie non vuole sentire ragioni per partire così all’improvviso, per di più con tutto quel denaro di sospetta provenienza! Che sia un gioco pericoloso della mafia?! Neppure il tempo di pensarlo e suonano alla porta, Enrico si defila, l’ispettore della questura centrale lo sta cercando. Giovanna non sa che dire e men che meno cosa fare. Comincia a bere! Poco più tardi fa il suo ingresso anche l’ispettrice Scalese e la faccenda si complica, proprio come nel più classico dei noir francesi!
Commedia contemporanea dell’equivoco incorniciata da un’essenziale scenografia, ideata su due piani per valorizzare maggiormente l’azione scenica, dove gli attori sono intrappolati in una girandola di scene frenetiche, dal ritmo sempre più incalzante.

UNA SBERLA DELLA FORTUNA

Comunichiamo che, nostro malgrado, ci vediamo costretti alla
sospensione
degli spettacoli del 29 febbraio, 14, 21 e 28 marzo
per ordinanze di Regione/Comune/Curia, alle quali non si può transigere

Seguiranno nostri aggiornamenti sull’eventuale recupero e sul proseguo del calendario

sabato 28 marzo ore 21.00
commedia brillante in lingua

UNA SBERLA DELLA FORTUNA
di AA.VV.
Compagnia TUTTINSCENA (Camponogara)
regia Agostino Nolon

Cosa fareste se per caso vi capitasse di trovare una valigetta con dentro una valanga di banconote, ovvero ”Una sberla della fortuna”?
È il compleanno di Enrico Perini e, come tutti i giorni, sta tornando dal lavoro in treno. È felice e spensierato più del solito, scende e apre la borsa per prendere guanti, sciarpa e tramezzino, ma … ma qualcuno deve averla scambiata per errore. La borsa è uguale, ma non può essere la sua: al posto del prelibato tramezzino al formaggio ed insalata trova incredibilmente un mare di banconote da 50 euro! Immaginate lo sconvolgimento del povero Enrico che, per contarle, si rifugia nei bagni della stazione arrivando a totalizzare in maniera convulsa la sbalorditiva cifra di unmilionesettecentrotrentacinquemila euro!!!
Ma voi, cosa fareste al suo posto?
Rincasa agitato e trova la moglie indaffarata nei preparativi per una cena speciale, alla quale parteciperanno anche gli inseparabili amici Vittorio e Betty.
Noncurante di tutto, prende il telefono, prenota due posti per il primo volo aereo in decollo tra due ore e un taxi che li venga a prendere al più presto. Tuttavia la moglie non vuole sentire ragioni per partire così all’improvviso, per di più con tutto quel denaro, di assoluta sospetta provenienza! Che sia un gioco pericoloso della mafia?!!!
Suonano alla porta, Enrico si defila, l’ispettore della questura centrale lo sta cercando. Giovanna non sa che dire e men che meno cosa fare. Comincia a bere!
Poco più tardi fa il suo ingresso anche l’ispettrice Scalese e, allora, colpo di scena! La faccenda si complica, proprio come nel più classico dei noir francesi!

I FIGLI? … UN ACCIDENTE!

sabato 25 gennaio ore 21.00
commedia brillante in lingua

replica fuori abbonamento sabato 1 febbraio ore 21.00

I FIGLI? … UN ACCIDENTE!
di Franco Ferri, libero adattamento e regia di Franco Picheo
Compagnia ARCADIA (Torri di Quartesolo)

Raccomanda un vecchio proverbio popolare: “Chi ha figli grandi, fuor li mandi…”. Già. Peccato che ci sia poi l’altro proverbio, quello che ricorda: “Tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare”. E così i simpatici Leandro e Iride, coppia romagnola ormai matura con prole maggiorenne da un bel pezzo, si ritrovano ancora a doversi preoccupare per i propri figli come se fossero sempre dei ragazzini adolescenti, in balìa di un mondo troppo grande per loro. E dire che le due femmine, Rita e Paola, sarebbero pure già sposate. Solo che l’una è alle prese con le angosce e i sospetti di tradimento da parte del marito Sergio (e i genitori, invece di buttare acqua, gettano benzina sul fuoco…), mentre l’altra è ancora incapace di provvedere a se stessa,tanto da ricorrere sempre all’aiuto di mamma e papà, con telefonate assillanti e continue richieste d’intervento.
Del resto come si può pretendere che Paola diventi davvero indipendente, se la madre la giustifica sempre e la chiama “Cocca” o “Paolina”? Con l’esempio di due sorelle maggiori così, non stupisce che il terzo figlio, Giampiero, sia cresciuto come il “principino” di casa a cui tutto è permesso e perdonato, e ora sia il classico bamboccione un po’ scapestrato che si diverte a farfallare un po’ da una ragazza all’altra, ovviamente senza mai assumersi un briciolo di responsabilità.Le peripezie dei tre figli costringono Leandro e Iride a tentare di mettere pezze di qua e di là, per sistemare i continui guai in cui si cacciano. Il risultato non può che essere un andirivieni senza pace e con mille imprevisti nella casa dei due genitori, per il divertimento del pubblico che può identificarsi nei momenti di ansia e di stanchezza, ma anche di allegria, di affetto e di complicità che caratterizzano questa italianissima famiglia sgangherata, ideata da Franco Ferri e adattata per la scena dal regista Francesco Picheo. Due atti brillanti che porteranno ogni genitore a pensare, proprio come l’esausto Leandro, che “i fioi” (i figli) sono davvero “un accident”. Ma senza quest’accidente, in fondo, che sapore avrebbe la vita?

IL LIBERTINO

sabato 7 dicembre ore 21.00
commedia brillante in lingua

IL LIBERTINO di Aldo De Benedetti
Compagnia NAUTILUS CANTIERE TEATRALE (Vicenza)
regia Piergiorgio Piccoli e Daniele Berardi

L’impiegato Arduino Rossi è un uomo senza carattere e succube degli altri, che conduce una vita monotona e ripetitiva tra il lavoro al ministero delle finanze e la casa, dove vive con una moglie indolente, ipocondriaca e dedita ai medicinali, una suocera arcigna e autoritaria e un suocero, giocosamente alienato. Al lavoro non va meglio: le giornate in ufficio sono interminabili, alle prese con un direttore sospettoso e impiccione e un collega vanesio, presuntuoso e nullafacente. Da un incontro fortuito, una domenica pomeriggio, con un’affascinante ragazza (in realtà una bella entraîneuse) nasce l’occasione per un appuntamento nell’appartamento della donna. L’incontro avrà risvolti ben diversi da quelli previsti dallo sprovveduto aspirante dongiovanni, e finirà in modo inaspettato, tanto da portare Arduino a “sognare” un seguito della vicenda in modo alquanto tragico. Al risveglio il «libertino» si renderà conto che la realtà è ben diversa, ma ugualmente intricata.
Il testo assume i caratteri del giallo-comico dove Arduino, un “Ugo Fantozzi” ante litteram, si troverà vittima di inganni, persecuzioni, e dell’invadenza di un cognato impiccione. Il protagonista seguirà quella misteriosa deriva che può assumere la nostra vita quando siamo di fronte a una tentazione e scegliamo di seguire l’ impulso, in uno sviluppo dell’intreccio che ricorda Carlo Goldoni per la capacità di trattare questioni complesse nella forma di un’ irresistibile leggerezza, giocata sul conflitto tra equilibrio classico e inquietudini contemporanee. La commedia, con il suo fitto reticolo di simpatici personaggi, avrà un epilogo inaspettato e, ovviamente, divertente e consolatorio per il pubblico.

TI AMO DA MORIRE

sabato 24 novembre (ore 21.00)
commedia brillante mix lingua e dialetto

di Nicola Pegoraro, ispirato al libro di Sabine Deitmer “Addio Maschio”
Compagnia IL COVOLO (Longare) – regia di Nicola Pegoraro

La scena si presenta minimalista, ma per questo assolutamente non priva di impatto. ”Ti amo da morire”, frase ambigua e di sospette interpretazioni, si ispira al libro di Sabine Deitmer “Addio Maschio”, che il settimanale tedesco Der Spiegel ha definito come “una salutare ricetta per tutte le donne che hanno deciso di smettere con il vizio di amare troppo”. Lo spettacolo non intende suggerire ricette e soluzioni per i dilemmi eterni tra innamorati e, ancor più, le soluzioni proposte in questa pièce non sono da applicare nella vita reale. Le donne in scena sviluppano i loro intrecci con l’altra metà del cielo risolvendo i contrasti a loro modo, sbrigativamente e senza scrupoli. Per contro, i maschi tengono a chiarire che questi metodi sono surreali e che quanto accade sul palcoscenico è finzione … don’t try at home!, non fatelo a casa!

IL CLAN DELLE VEDOVE

sabato 18 novembre (ore 21.00)
commedia brillante contemporanea (lingua)

di Ginette Beauvois Garcin e Marie Chevalier (traduzione di Luca Barcellona) per la regia e coreografie di Michela Cursi e AlionaChirita
Compagnia TARVISIUM TEATRO (Treviso)

Divertente commedia francese, pur se scritta vent’anni fa dalla famosa attrice e cantante Ginette Beauvais Garcin, risulta di una attualità sconcertante, tanto conserva ancor oggi la freschezza e il brio di allora. Lo spettacolo affronta con toni ironici e arguti il delicato tema della condizione vedovile, divisa fra rimpianti e disincanti, indugi della memoria e conquiste di autonomia.
Rosa Boscolo, donna fedele e dedita alle cure domestiche, entra a far parte del Clan delle Vedove a causa della morte, alquanto grottesca, del consorte. Le amiche le ripetono che è finito il tempo delle vedove inconsolabili, vestite perennemente a lutto e che è giunto il momento di vivere al meglio gli attimi fuggenti che la vita può ancora regalare. Nel momento in cui il ricordo del defunto Fosco viene idealizzato da Rosa, si presenta inaspettatamente la giovane e procace Sofia Bellon che, senza preamboli, dichiara di essere stata per anni l’amante del caro estinto e come se non bastasse, da quella relazione, sarebbero nate due gemelle. La scioccante rivelazione scatenerà tutta una sequenza di gustose e garbate gag sino al coup de théâtre finale, in cui le quattro amiche si renderanno conto che “la vita continua” per chi sa essere giovane dentro.

L’AVARO di J.B Poquelin, detto Molière

sabato 28 novembre (ore 21.00)
commedia in lingua, teatro d’autore

Compagnia L’AQUILONE (San Nazario) – libero adattamento e regia di Ottorino Lelio

03 l'avaroFra le grandi commedie Molieresche è quella in cui ha maggior spazio l’elemento farsesco, anche se esso appare sempre strettamente collegato all’azione scenica. Liberamente tratto da “Aulularia” (la pentola del tesoro) di Tito Maccio Plauto, questa commedia è il più perfetto esempio del modo con cui Molière sapeva, nell’imitazione di un modello tradizionale, rinnovarne genialmente il tema, infatti, il suo Avaro è un personaggio grottesco ma anche drammatico, la cui psicologia è notevolmente complessa, poiché, contrariamente all’Euclione di Plauto, povero in canna, (malgrado la sua pentola d’oro) Arpagone, incarna invece la nobiltà francese, cosicché, pur nella sua follia, egli è tenuto a onorare il suo rango di signore del XVII° secolo. E sarà proprio da questi goffi tentativi, di dimostrare un’agiatezza che nella realtà non può essere, data la natura tirata del protagonista, che nasce la comicità e il divertimento di questa allegra commedia. Arpagone vive nel terrore di essere derubato del suo tesoro e costringe i suoi due figli (Cleante ed Elisa) a vivere nelle più assolute ristrettezze. Le cose si complicano quando il vecchio decide di sposare la giovane Marianna, di cui anche Cleante è invaghito. Sarà l’intervento dello scaltro servo-tuttofare Freccia, che toglierà per tutti le castagne dal fuoco, anche se…

Ingresso: interi euro 8 / soci “una montagna di teatro” € 7 / ragazzi fino 14 anni euro 4