TI AMO DA MORIRE

sabato 24 novembre (ore 21.00)
commedia brillante mix lingua e dialetto

di Nicola Pegoraro, ispirato al libro di Sabine Deitmer “Addio Maschio”
Compagnia IL COVOLO (Longare)regia di Nicola Pegoraro

La scena si presenta minimalista, ma per questo assolutamente non priva di impatto. ”Ti amo da morire”, frase ambigua e di sospette interpretazioni, si ispira al libro di Sabine Deitmer “Addio Maschio”, che il settimanale tedesco Der Spiegel ha definito come “una salutare ricetta per tutte le donne che hanno deciso di smettere con il vizio di amare troppo”. Lo spettacolo non intende suggerire ricette e soluzioni per i dilemmi eterni tra innamorati e, ancor più, le soluzioni proposte in questa pièce non sono da applicare nella vita reale. Le donne in scena sviluppano i loro intrecci con l’altra metà del cielo risolvendo i contrasti a loro modo, sbrigativamente e senza scrupoli. Per contro, i maschi tengono a chiarire che questi metodi sono surreali e che quanto accade sul palcoscenico è finzione … don’t try at home!, non fatelo a casa!

IL CLAN DELLE VEDOVE

sabato 18 novembre (ore 21.00)
commedia brillante contemporanea (lingua)

di Ginette Beauvois Garcin e Marie Chevalier (traduzione di Luca Barcellona) per la regia e coreografie di Michela Cursi e AlionaChirita
Compagnia TARVISIUM TEATRO (Treviso)

Divertente commedia francese, pur se scritta vent’anni fa dalla famosa attrice e cantante Ginette Beauvais Garcin, risulta di una attualità sconcertante, tanto conserva ancor oggi la freschezza e il brio di allora. Lo spettacolo affronta con toni ironici e arguti il delicato tema della condizione vedovile, divisa fra rimpianti e disincanti, indugi della memoria e conquiste di autonomia.
Rosa Boscolo, donna fedele e dedita alle cure domestiche, entra a far parte del Clan delle Vedove a causa della morte, alquanto grottesca, del consorte. Le amiche le ripetono che è finito il tempo delle vedove inconsolabili, vestite perennemente a lutto e che è giunto il momento di vivere al meglio gli attimi fuggenti che la vita può ancora regalare. Nel momento in cui il ricordo del defunto Fosco viene idealizzato da Rosa, si presenta inaspettatamente la giovane e procace Sofia Bellon che, senza preamboli, dichiara di essere stata per anni l’amante del caro estinto e come se non bastasse, da quella relazione, sarebbero nate due gemelle. La scioccante rivelazione scatenerà tutta una sequenza di gustose e garbate gag sino al coup de théâtre finale, in cui le quattro amiche si renderanno conto che “la vita continua” per chi sa essere giovane dentro.

L’AVARO di J.B Poquelin, detto Molière

sabato 28 novembre (ore 21.00)
commedia in lingua, teatro d’autore

Compagnia L’AQUILONE (San Nazario) – libero adattamento e regia di Ottorino Lelio

03 l'avaroFra le grandi commedie Molieresche è quella in cui ha maggior spazio l’elemento farsesco, anche se esso appare sempre strettamente collegato all’azione scenica. Liberamente tratto da “Aulularia” (la pentola del tesoro) di Tito Maccio Plauto, questa commedia è il più perfetto esempio del modo con cui Molière sapeva, nell’imitazione di un modello tradizionale, rinnovarne genialmente il tema, infatti, il suo Avaro è un personaggio grottesco ma anche drammatico, la cui psicologia è notevolmente complessa, poiché, contrariamente all’Euclione di Plauto, povero in canna, (malgrado la sua pentola d’oro) Arpagone, incarna invece la nobiltà francese, cosicché, pur nella sua follia, egli è tenuto a onorare il suo rango di signore del XVII° secolo. E sarà proprio da questi goffi tentativi, di dimostrare un’agiatezza che nella realtà non può essere, data la natura tirata del protagonista, che nasce la comicità e il divertimento di questa allegra commedia. Arpagone vive nel terrore di essere derubato del suo tesoro e costringe i suoi due figli (Cleante ed Elisa) a vivere nelle più assolute ristrettezze. Le cose si complicano quando il vecchio decide di sposare la giovane Marianna, di cui anche Cleante è invaghito. Sarà l’intervento dello scaltro servo-tuttofare Freccia, che toglierà per tutti le castagne dal fuoco, anche se…

Ingresso: interi euro 8 / soci “una montagna di teatro” € 7 / ragazzi fino 14 anni euro 4