Teatro Ca' Balbi

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Chanson Colette

Lucia Poli e Renata Zamengo

Sabato  5 Novembre 2005, ore 21:00 - Prezzo intero: 13 euro (ridotto: 10 , soci: 4)

Per tutti

Colette al music-hall, Colette in tournée, Colette nel chiuso di un’alcova.... Cartoline del primo Novecento che la grande scrittrice invia nel periodo del suo apprendistato di donna libera e autosufficiente. Quando decise di separarsi dal marito, quel “Monsieur Willy” che l’aveva spinta a scrivere la celebre serie di Claudine per poi firmarla col proprio nome e accaparrarsene il merito.

Chanson Colette Nello spettacolo, presentato da Lucia poli e Valeria Moretti con la regia della stessa Lucia Poli (pure interprete con Renata Zamengo), una Colette ormai matura rievoca l’esperienza del music-hall insieme ad una compagna di quegli anni e di quel mondo: l’impegno, la fatica, la solitudine e la promiscuità, le canzoni , le pantomime, i numeri che venivano eseguiti in scena e anche ciò che accadeva dietro le quinte. Così alle parole si mescolano divertenti giochi, travestimenti ed esibizioni. “Il music-hall, - scrive Colette - in cui divenni mima, danzatrice e all’occorrenza anche attrice, fece di me, stupita di dovere e di saper contrattare, una piccola commerciante onesta e dura. E’ un mestiere che anche la donna meno dotata impara in fretta quando la sua libertà e la sua vita ne dipendono…..” Ai ricordi di lavoro si aggiungono i ricordi di vita: la madre, gli uomini, le donne, l’Amore, tema fondamentale della letteratura di Colette. In questa serie di rievocazioni non mancano gli scandali: quella volta che al Moulin Rouge nel ruolo maschile a fianco di Colette si presentò la sua amante, la marchesa di Belbeuf detta Missy, e l’opera fu interrotta…. Eravamo nel 1907. E quando nella pantomima chiamata La Chair Colette si mostrò con un seno nudo suscitando un vero e proprio shock nel pubblico….. Non dimentichiamo che Colette è sì una scrittrice di romanzi sentimentali, ma è anche una magistrale vagabonda che si aggira tra le torture e le delizie dell’eros. E’ moderna, curiosa, spietata, libertina. Spesse volte caustica. Come osserva Cocteau: “ Non prendetela per una cara vecchia signora. Perché la sua zampa di velluto può mostrare fulmineamente i suoi artigli.”