Teatro Ca' Balbi

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Teatro Ca' Balbi

Riflessi, la memoria sommersa

Ass. Cult. Theama, A.Marcolini

Venerdì 28 Gennaio 2005, ore 21:00 - Prezzo intero: 7 euro (ridotto: 5)

Per tutti ~ Teatro d'attualita'

Giornata della memoria. Nello spettacolo, alla recitazione di Adriano Marcolini si alternano le immagini di Sebastian Cudicio e gli interventi coreografici dei maestri di tango argentino Emiliano Fernandez e Jessica Lull, che sottolineano alcune significative atmosfere dell'azione.

Un intenso viaggio in una vita diversa, una vita vissuta "dentro", con le testimonianze e le emozioni. Un fotoreporter italiano sale in aereo per raggiungere Buenos Aires a un anno dal primo cacerolazo di dicembre 2001, la prima, confusa, esplosione di insofferenza e di consapevolezza del popolo argentino, dopo anni di paura e disorientamento. Il fotoreporter, che atterra ad Ezeiza, l'aeroporto internazionale di Buenos Aires, viene condotto sui luoghi che sono stati teatro di terrore negli anni della dittatura militare 1976-83 e si immerge nella ricostruzione di quel periodo della storia argentina, evocata dalle testimonianze raccolte. Sono gli anni dei desaparecidos, gli anni che hanno prodotto le cause politiche e sociali dell'attuale disorientamento sociale e del tracollo economico della Nazione sudamericana. Le fotografie di quegli anni, i racconti, le interviste incidono profondamente l'animo del fotografo, coinvolgendolo nelle vicende di due ragazzi argentini, Laura e Carlos, negli anni '70 poco piu' che adolescenti. Gli episodi della loro vita e di quella di altri ragazzi come loro, segnano la storia dell'Argentina delle sparizioni e delle torture. Ma il racconto si snoda su due livelli di memoria. Nei momenti piu' significativi, il racconto degli avvenimenti argentini si intreccia con descrizioni, sentimenti, considerazioni espresse da una voce che viene da altra dimensione. E' quella dello scrittore ebreo Primo Levi, internato nel lager nazista di Auschwitz nel gennaio del '44. La voce evoca situazioni, fatti, personaggi, ricordi della sofferenza del lager, che richiamano alla mente (a volte con sorprendente corrispondenza) altrettante situazioni e fatti presenti nelle vicende argentine piu' di 30 anni dopo, stimolando cosi' la riflessione sulle chiavi di lettura di vari aspetti della realta' sudamericana.