La mojere 'n prestio
Sabato 11 Febbraio 2006, ore 20:00 - Prezzo intero: 7 euro (ridotto: 6 , soci: 4)
di Renato Stanisci - liberamente tratto da “Anfitrione” di Tito Maccio Plauto - versione dialettale vicentina di A.Rosa Gemo.
Divertentissima trasposizione nel teatro dialettale della nascita del mitico Ercole, in versione irriverente e dissacratoria.
Giove si invaghisce di Alcmena, la bellissima moglie (onesta e fedele) dell’eroico generale Anfitrione e si trasforma in suo marito per poter godere liberamente delle sue grazie… Equivoci, scambi di persona, con la soluzione di tutti i problemi da parte del più classico “Deus ex machina”.
Cenni Vi siete mai chiesti da cosa derivi il sostantivo SOSIA che normalmente usiamo per definire una persona straordinariamente somigliante ad un’altra? Dal nome del platino servo di Anfitrione che conoscerete grazie a questa commedia! Basti questo semplice riferimento per capire quale possa essere stata la felice accoglienza che il pubblico di Roma di 21 secoli fa riservò a questa geniale commedia di Tito Maccio Plauto. Amphitruo … Anfitrione … ovvero ospite, forse più precisamente “l’ospite” qui inteso nella sua ironica accezione di colui che dà ospitalità, tradotto in questa versione in “La moglie in prestito”, perché di questo di ospitalità si tratta! Una struttura teatrale perfetta, una macchina comica coinvolgente costruita da un autore geniale le cui opere hanno fornito poi non pochi spunti a grandi scrittori della levatura di Shakespeare, Molière, Goldoni … E ancora adesso, dopo più di duemila anni, la commedia regge alla perfezione l’incontro con il pubblico per capacità inventiva e per il ritmo della narrazione. La trama nasce dal racconto mitologico della nascita di Ercole attraverso una delle tante “avventure” sentimentali del sommo Giove il quale, pur di accedere alle grazie delle femmine mortali che hanno colpito la sua fantasia ed entrare “furbescamente” nei loro letti, non esita ad organizzare trasformazioni mirabili. Se per corteggiare la bella Leda il padre degli Dei si trasformò in cigno qui, per ottenere i favori della fedele ed onesta Alcmena, moglie dell’eroico e vittorioso generale Anfitrione, non esita a trasformarsi nel di lei marito. Per meglio allestire l’inganno, rende complice Mercurio che prenderà le sembianze del servo Sosia e per godere vieppiù di quell’amore rubato, il padre degli Dei ferma persino il tempo, traducendolo in una notte interminabile … Scherzi degli Dei a danno dei poveri uomini e delle povere donne che subiscono situazioni inspiegabili e che, per cercare di districarle, non esitano a scontrarsi. Da qui scaturiscono situazioni paradossali e irresistibilmente comiche. E che dire dello spirito dissacratorio di Plauto che si fa beffa di miti e religione e mette in scena due Dei mascalzoni i quali, senza scrupolo alcuno, si presentano sotto mentite spoglie per imbrogliare e poi farsi beffa di tranquilli mortali che hanno la sola colpa di essere bersaglio delle loro ignobili gesta. Una satira audace che coinvolge addirittura il titolare dell’Olimpo, un racconto in bilico tra la religione e la licenziosa fantasia di Plauto d’interpretarla che trasporta le gesta delle divinità in intriganti racconti da farsa. Una palpabile libertà d’espressione e di pensiero, una sacra riscrittura carica di spunti ironici e irriverenti. Oseremmo noi, oggi, fare altrettanto? Renato Stanisci, in questa sua versione, ha seguito più la struttura narrativa che la precisione letteraria e, cosa insolita per un traduttore di testi classici, è andato alla ricerca di un linguaggio popolare che, in fin dei conti, era lo stesso dell’Autore. Nel secondo tempo della commedia Stanisci, adagiandosi all’ispirazione e alla logica narrativa, ha totalmente ricostruito la sequenza di Naucrate, quella del processo, giunta ai nostri tempi priva di quasi trecento versi. -------------------- personaggi Mercurio Sosia Giove Alcmena Anfitrione Bromia Naucrate interpreti Roberto Faltracco Ireneo Visonà Dalla Pozza Paolo Giuriato Carla Perdonati Giorgio Cracco Margherita Rognoni Chiara Longo Regia Renato Stanisci Scene e costumi suggeriti da Marino Bortolotti Assistente alla regia e direzione di palcoscenico Federica Ceolato Luci e fonica Fabrizio Urbani Colonna sonora Toni Caressanti



